Newsletter Gennaio 2020

Accordo per la riforma del settore dei trasporti

La commissione per i trasporti e il turismo (TRAN) del Parlamento europeo ha approvato il 21 gennaio l’accordo per la riforma del settore dei trasporti su strada raggiunto dal Parlamento europeo e dai negoziatori della presidenza finlandese. Le norme riviste sul distacco dei conducenti, i periodi di riposo e una migliore applicazione delle norme sul cabotaggio (ad esempio il trasporto temporaneo di merci da parte di vettori non residenti in uno Stato membro) mirano a porre fine alla distorsione della concorrenza in questo settore per fornire condizioni migliori per il resto dei conducenti.

L’accordo preserva i limiti esistenti in materia di cabotaggio (tre operazioni entro sette giorni), ma introduce la registrazione dei valichi di frontiera tramite tachigrafi per combattere le frodi. Al fine di evitare la pratica del „cabotaggio sistematico”, ci sarà anche un „periodo di attesa” di quattro giorni prima che nuove operazioni di cabotaggio vengano eseguite nello stesso paese, con lo stesso veicolo.

Le norme europee sul distacco di conducenti forniranno un quadro giuridico chiaro per l’applicazione delle norme di distacco nel settore dei trasporti altamente dinamico, per prevenire la burocrazia causata da diversi approcci nazionali e garantire una remunerazione equa per i conducenti. L’accordo prevede che le norme sul distacco dei conducenti debbano essere applicate al cabotaggio e alle operazioni di trasporto transfrontaliero, ad eccezione del transito, delle operazioni bilaterali e delle operazioni bilaterali con un carico o scarico aggiuntivo in ciascuna direzione (o nessuno all’uscita e due al ritorno).

Nuove norme per promuovere il riutilizzo delle acque nell’agricoltura

La crescita della popolazione, l’urbanizzazione e il turismo hanno contribuito alla scarsità idrica e alla siccità, problemi che interessano sempre più aree dell’Europa, specialmente nella regione mediterranea. Le risorse idriche sono sotto stress e ci si aspetta che la situazione peggiori a causa del cambiamento climatico. Secondo una stima, entro il 2030 la metà di tutti i bacini fluviali europei potrebbe essere affetta da scarsità idrica.

Per proteggere le risorse europee di acqua dolce per gli anni a venire, il 21 gennaio la Commissione per l’ambiente ha dato il proprio appoggio a un accordo informale con il Consiglio per proporre il riutilizzo delle acque reflue. Le nuove norme dovranno essere approvate in plenaria e dal Consiglio per diventare legge. Obiettivo delle nuove norme è promuovere l’uso delle acque reflue trattate per l’irrigazione agricola, il cui quantitativo è pari a circa la metà dell’acqua usata ogni anno all’interno dell’UE. Incrementare il riutilizzo delle acque nell’agricoltura potrebbe ridurre lo stress idrico del 5% all’anno.

Consultazione in prima fase delle parti sociali sui salari minimi equi nell’UE

La Commissione europea ha pubblicato un nuovo documento di consultazione su come affrontare le sfide relative a salari minimi equi. L’equità, insieme alla sostenibilità ambientale, ai guadagni di produttività e alla stabilità macroeconomica, sono i quattro pilastri della politica economica dell’UE per i prossimi anni.

Il lavoro non standard, incluso il lavoro temporaneo, il lavoro con più posizioni part-time e il servizio di guardia ha aumentato e aumentato il rischio di povertà lavorativa. Garantire salari minimi equi protegge i lavoratori che guadagnano quel salario e allo stesso tempo hanno dimostrato di aumentare la produttività. Su scala più ampia, aumenti salariali minimi sono stati correlati con la crescita salariale complessiva in tutta l’economia. Meno lavoratori in condizioni di povertà e con un tenore di vita più elevato possono rafforzare l’economia aumentando la domanda interna e sostenere la resilienza nell’economia.

I salari minimi devono essere valutati in relazione alle condizioni di ciascun paese membro. I salari sono considerati adeguati se sono equi quando si considera la distribuzione dei salari nel paese e se sono in grado di fornire un tenore di vita dignitoso.

Modifiche relative allo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale

Il 9 gennaio il Ministero delle Finanze Pubbliche ha lanciato il progetto di ordinanza per la modifica e il completamento della Legge n. 207/2015 sul Codice di procedura fiscale, vista l’adozione della Direttiva 2018/822 del Consiglio, del 25 maggio 2018, che modifica la direttiva 2011/16/UE relativa allo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale per le modalità transfrontaliere che sono soggetti a segnalazione, nonché all’obbligo della Romania di recepire le sue disposizioni.

Attraverso il progetto di ordinanza si propone di stabilire l’obbligo per gli intermediari di comunicare alle autorità fiscali informazioni su taluni accordi transfrontalieri che potrebbero essere utilizzati per ottenere vantaggi fiscali (trasferimento di utili a regimi fiscali più favorevoli, riduzione delle imposte dovute, ecc.) come riportato nella nota di fondazione all’ordinanza del governo per la modifica e l’integrazione della Legge n. 207/2015 relativo al Codice di procedura fiscale.